Principali rischi e incertezze

Per la natura del proprio business, il Gruppo è esposto a diverse tipologie di rischi, e in particolare a rischi di mercato, rischi di credito, rischi di liquidità, rischi industriali, ambientali e rischi di carattere regolatorio. Per contenere l’esposizione a tali rischi il Gruppo svolge una serie di attività di analisi, misurazione, monitoraggio e gestione degli stessi che sono descritte nei successivi paragrafi.

Da un punto di vista organizzativo, nel corso dell’anno sono state definite per ciascun rischio identificato policy dedicate alla disciplina della gestione dei rischi e all’individuazione di ruoli e responsabilità gestionali e di controllo. Con particolare riferimento ai rischi finanziari, commodity e di credito, si è consolidato il modello di governance che, oltre a prevedere specifiche policy, assegna responsabilità di indirizzo strategico delle attività di risk management e di supervisione delle attività di gestione e controllo dei rischi ad appositi Comitati Rischi, a livello di Gruppo e di Divisione/Country, e prevede l’articolazione di un sistema di limiti operativi validi a livello di Gruppo e di singola Divisione/Country.

Rischi legati ai processi di liberalizzazione dei mercati e a cambiamenti regolatori

I mercati energetici nei quali il Gruppo è presente sono interessati da processi di progressiva liberalizzazione, che viene attuata in diversa misura e con tempistiche differenti da Paese a Paese.

Come risultato di questi processi, il Gruppo è esposto a una crescente pressione competitiva derivante dall’ingresso di nuovi operatori e dallo sviluppo di mercati organizzati.

I rischi di business che derivano dalla naturale partecipazione del Gruppo a mercati che presentano queste caratteristiche sono stati fronteggiati con una strategia di integrazione lungo la catena del valore, con una sempre maggiore spinta all’innovazione tecnologica, alla diversificazione e all’espansione geografica. In particolare, le azioni poste in essere hanno prodotto lo sviluppo di un portafoglio clienti sul mercato libero in una logica di integrazione a valle sui mercati finali, l’ottimizzazione del mix produttivo migliorando la competitività degli impianti sulla base di una leadership di costo, la ricerca di nuovi mercati con forti potenzialità di crescita e lo sviluppo delle fonti rinnovabili con adeguati piani di investimento in diversi Paesi.

Spesso il Gruppo si trova a operare in mercati regolamentati o regimi regolati e il cambiamento delle regole di funzionamento di tali mercati e regimi nonché le prescrizioni e gli obblighi che li caratterizzano possono influire sull’andamento della gestione e dei risultati del Gruppo stesso.

A fronte dei rischi che possono derivare da tali fattori, si è operato per intensificare i rapporti con gli organismi di governo e regolazione locali adottando un approccio di trasparenza, collaborazione e proattività nell’affrontare e rimuovere le fonti di instabilità dell’assetto regolatorio.

Rischi legati alle emissioni di CO2

L’emissione di anidride carbonica (CO2), oltre a rappresentare uno dei fattori che può influenzare sensibilmente la gestione del Gruppo, rappresenta una delle maggiori sfide che il Gruppo stesso, a tutela dell’ambiente, sta affrontando. La normativa comunitaria sul sistema di scambio di quote di anidride carbonica (CO2) impone oneri per il settore elettrico, che in futuro potranno essere sempre più rilevanti. In tale contesto, l’instabilità del mercato delle quote ne accentua la difficoltà di gestione e monitoraggio. Al fine di ridurre i fattori di rischio legati alla normativa in materia di CO2, il Gruppo svolge un’attività di presidio dello sviluppo e dell’attuazione della normativa comunitaria e nazionale, diversifica il mix produttivo a favore di tecnologie e fonti a basso tenore di carbonio, con particolare attenzione alle fonti rinnovabili e al nucleare, sviluppa strategie che gli consentono di acquisire quote a un costo più competitivo, ma soprattutto migliora le prestazioni ambientali dei propri impianti incrementandone l’efficienza energetica.

Rischi di mercato

Nell’esercizio della sua attività Enel è esposta a diversi rischi di mercato e in particolare al rischio di oscillazione dei prezzi delle commodity, dei tassi di interesse e dei tassi di cambio.

Per contenere tale esposizione all’interno dei limiti definiti annualmente nell’ambito delle politiche di gestione del rischio, Enel stipula contratti derivati avvalendosi degli strumenti offerti dal mercato.

Rischio di prezzo commodity e continuità degli approvvigionamenti

Per la natura del proprio business, il Gruppo è esposto alle variazioni dei prezzi di combustibili ed energia elettrica, che ne possono influenzare in modo significativo i risultati.

Per mitigare tale esposizione, il Gruppo ha sviluppato una strategia di stabilizzazione dei margini che prevede il ricorso alla contrattualizzazione anticipata dell’approvvigionamento dei combustibili e delle forniture ai clienti finali o a operatori del mercato all’ingrosso.

Si è dotato, inoltre, di una procedura formale che prevede la misurazione del rischio commodity residuo, la definizione di un limite di rischio massimo accettabile e la realizzazione di operazioni di copertura mediante il ricorso a contratti derivati.

Per una disamina dell’attività di gestione del rischio commodity e del portafoglio di derivati in essere si rimanda alla Nota 6 del Bilancio consolidato.

Per mitigare i rischi di interruzione delle forniture di combustibili, il Gruppo ha sviluppato una strategia di diversificazione delle fonti di approvvigionamento ricorrendo a fornitori dislocati in differenti aree geografiche, nonché incentivando la costruzione di infrastrutture di trasporto e stoccaggio.

Rischio di tasso di cambio

Il Gruppo è esposto al rischio che variazioni dei tassi di cambio tra l’euro e le principali divise estere generino variazioni avverse del controvalore in euro di grandezze economiche e patrimoniali denominate in divisa estera. L’esposizione al rischio di tasso di cambio, espressa principalmente nei confronti del dollaro statunitense, deriva dalla presenza di:

  • flussi di cassa connessi all’acquisto e/o alla vendita di combustibili ed energia sui mercati internazionali;
  • flussi di cassa relativi a investimenti in divisa estera, a dividendi derivanti da consociate estere non consolidate o a flussi relativi all’acquisto/vendita da partecipazioni;
  • passività finanziarie accese a livello di holding o delle singole subsidiaries denominate in valuta diversa da quella di conto o operativa per la società detentrice della passività;
  • attività/passività finanziarie valutate al fair value.

Il Bilancio consolidato è inoltre soggetto al rischio cambio insito nei valori di consolidamento delle partecipazioni denominate in divise diverse dall’euro (rischio traslativo).

La gestione del rischio di cambio viene perseguita nell’ambito delle policy di Gruppo relative alla gestione dei rischi finanziari che prevedono la stabilizzazione degli effetti delle variazioni del livello dei tassi di cambio con l’esclusione del rischio traslativo. A tal fine, il Gruppo ha strutturato processi operativi che garantiscono la copertura sistematica delle esposizioni attraverso la definizione e l’attuazione di opportune strategie di hedging che tipicamente richiedono l’utilizzo di contratti finanziari derivati.

Si rimanda per un maggiore approfondimento in proposito alla Nota 6 del Bilancio consolidato.

Rischio di tasso di interesse

La natura dei rischi finanziari cui è esposto il Gruppo è tale per cui variazioni nel livello dei tassi di interesse possono comportare variazioni in aumento degli oneri finanziari netti o variazioni avverse del valore di attività/passività finanziarie valutate al fair value.

L’esposizione del Gruppo Enel al rischio di tasso di interesse deriva principalmente dalla volatilità dei flussi di interesse connessi all’indebitamento espresso a tasso variabile e dalla necessità di rifinanziare il debito in scadenza alle mutevoli condizioni di mercato.

Le politiche di gestione dei rischi sono finalizzate al mantenimento del profilo di rischio definito nell’ambito delle procedure formali di governance dei rischi di Gruppo, contenendo nel tempo il costo della provvista e limitando la volatilità dei risultati. Tale obiettivo viene raggiunto attraverso la diversificazione strategica della natura delle attività/passività finanziarie e tramite la stipula di contratti derivati sui mercati over the counter (OTC).

Si rimanda per un maggiore approfondimento in proposito alla Nota 6 del Bilancio consolidato.

Rischio di credito

Le operazioni commerciali, su commodity e di natura finanziaria espongono il Gruppo al rischio di credito, inteso come la possibilità che una variazione inattesa del merito creditizio di una controparte generi effetti sulla posizione creditoria, in termini di insolvenza (rischio di default) o di variazioni nel valore di mercato della stessa (rischio di spread).

Le recenti evoluzioni congiunturali, alla luce delle condizioni di instabilità e incertezza nei mercati finanziari e dei fenomeni di crisi economica registrati a livello globale, hanno fatto registrare un tendenziale incremento nei tempi medi di pagamento delle controparti.

Allo scopo di perseguire la minimizzazione del rischio di credito, la politica generale a livello di Gruppo prevede la valutazione del merito di credito delle controparti – in base a modelli di valutazione sviluppati internamente su base statistica e informazioni fornite da società esterne – e il monitoraggio strutturato delle esposizioni al rischio, in modo da identificare tempestivamente i fenomeni degenerativi della qualità dei crediti in essere anche rispetto a valori soglia predefiniti (limiti). Tali metodologie sono implementate in tutte le principali Divisione/Country, attraverso l’applicazione di metriche omogenee per la misurazione del rischio che consentono il consolidamento e il monitoraggio dell’esposizioni al rischio credito a livello di Gruppo.

Relativamente al rischio di credito derivante dalla solvibilità delle controparti in operazioni su commodity, portafoglio a elevata concentrazione, il Comitato di Rischio Credito di Gruppo ha approvato, oltre a un nuovo sistema di valutazione centralizzato che accresce il presidio e il governo del rischio, anche l’applicazione di limiti di portafoglio sia per le Divisioni/Country interessate sia a livello di Gruppo.

Con riferimento al rischio di credito originato da posizioni aperte su operazioni di natura finanziaria, ivi inclusi strumenti finanziari derivati, anche alla luce dei recenti fenomeni di downgrade da parte delle agenzie di rating internazionale, la minimizzazione del rischio è perseguita attraverso la selezione di controparti con merito creditizio elevato tra le primarie istituzioni finanziarie nazionali e internazionali, la diversificazione del portafoglio, la sottoscrizione di accordi di marginazione che prevedono lo scambio di cash collateral ovvero l’applicazione di criteri di netting. Anche in tal caso il rischio di credito è misurato sia a livello di singola controparte sia a livello di portafoglio attraverso un sistema di valutazione interno.

A ulteriore presidio del rischio di credito, già a partire dagli esercizi precedenti, il Gruppo ha posto in essere alcune operazioni di cessione dei crediti senza rivalsa (pro soluto), le quali hanno riguardato prevalentemente specifici segmenti del portafoglio commerciale. In particolare, già nel 2011 è stato stipulato con due primari istituti bancari un accordo quadro di durata quinquennale per la cessione continuativa pro soluto del credito fatturato e del credito da fatturare riferito ai clienti appartenenti al mercato di maggior tutela in Italia.

Negli anni successivi, anche in considerazione dello scenario macroeconomico di riferimento, il ricorso a operazioni di cessione è stato ulteriormente esteso sia geograficamente sia attraverso l’allargamento anche a crediti fatturati e da fatturare per le società operanti in segmenti della filiera elettrica diversi dalla commercializzazione, quali per esempio crediti derivanti da attività di generazione, vendite di energia elettrica effettuate nell’ambito dell’attività di energy management, vendite di certificati verdi o servizi di trasporto di energia elettrica.

Tutte le suddette operazioni sono considerate a fini contabili come operazioni di cessione senza rivalsa e hanno pertanto dato luogo all’integrale eliminazione dal bilancio delle corrispondenti attività oggetto di cessione, essendo stati ritenuti trasferiti i rischi e i benefíci a esse connessi.

Rischio di liquidità

Il rischio di liquidità è il rischio che il Gruppo, pur essendo solvibile, non sia in grado di far fronte tempestivamente ai propri impegni, o che sia in grado farlo solo a condizioni economiche sfavorevoli a causa di fattori legati alla percezione della propria rischiosità da parte del mercato o situazioni di crisi sistemica (per es., credit crunch, crisi del debito sovrano ecc.).

Nell’ambito delle procedure formali di governance dei rischi di Gruppo, le politiche di gestione del rischio sono finalizzate al mantenimento di disponibilità liquide sufficienti a far fronte agli impegni attesi per un determinato orizzonte temporale senza far ricorso a ulteriori fonti di finanziamento, nonché al mantenimento di un liquidity buffer prudenziale sufficiente a far fronte a eventuali impegni inattesi. Inoltre, al fine di assicurare la liquidità necessaria a fronteggiare gli impegni di medio e lungo termine, Enel persegue una strategia di gestione dell’indebitamento che prevede una struttura diversificata delle fonti di finanziamento cui ricorre per la copertura dei propri fabbisogni finanziari e un profilo di scadenze equilibrato.

Ai fabbisogni di liquidità si sopperisce primariamente con i flussi di cassa generati dalla gestione caratteristica assicurando un’opportuna gestione delle eventuali eccedenze di liquidità.

Al fine di garantire l’ottimizzazione della gestione delle disponibilità liquide nell’ambito del Gruppo, Enel SpA provvede, direttamente e tramite la controllata Enel Finance International, ai fabbisogni finanziari delle società del Gruppo attraverso l’accentramento dell’accesso al mercato monetario e dei capitali e svolge attività di direzione e coordinamento per le società del Gruppo che possono accedere direttamente a fonti di finanziamento di mercato.

A riprova della confermata capacità di accesso al mercato del credito per il Gruppo Enel, nonostante la recente crisi dei mercati finanziari, sono state effettuate nel corso dell’esercizio 2013 emissioni obbligazionarie destinate a investitori istituzionali per il controvalore complessivo di 2,6 miliardi di euro ed emissioni obbligazionarie nell’ambito del Global Medium Term Notes Programme per complessivi 0,5 miliardi di euro.

Si rimanda per un maggiore approfondimento in proposito alla Nota 6 del Bilancio consolidato.

Rischi connessi al rating

Il merito di credito, assegnato a una società dalle agenzie di rating, influenza la sua possibilità di accedere alle varie fonti di finanziamento nonché le rispettive condizioni economiche; un eventuale peggioramento di tale merito creditizio potrebbe, pertanto, costituire una limitazione all’accesso al mercato dei capitali e/o un incremento del costo delle fonti di finanziamento con conseguenti effetti negativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria.

Nel corso del 2013 l’agenzia Standard & Poor’s ha rivisto il rating a lungo termine del Gruppo Enel a seguito della revisione del rating della Repubblica Italiana, disposto dalla agenzia stessa, che riflette il deterioramento del quadro macroeconomico nel Paese. L’outlook stabile riflette tuttavia l’attesa che la Società riesca a raggiungere e mantenere gli obiettivi economico e finanziari commisurati al livello attuale di rating, grazie alla strategia di riduzione dell’indebitamento, al significativo contributo delle attività regolate e alla opportuna diversificazione sotto il profilo geografico e tecnologico attuata nei Paesi extraeuropei.

Al termine dell’esercizio il rating di Enel è pari a: (i) “BBB” secondo Standard & Poor’s con outlook stabile; (ii) “BBB+”, con credit watch negativo, secondo Fitch; e (iii) “Baa2”, con outlook negativo secondo Moody’s.

Rischio Paese

I ricavi del Gruppo Enel sono di fonte estera ormai per oltre il 50% dell’ammontare totale; la forte internazionalizzazione del Gruppo – localizzata, tra gli altri, in Paesi dell’America Latina e in Russia – pertanto sottopone Enel all’obbligo di considerare e valutare il c.d. “rischio Paese”, consistente nei rischi di natura macroeconomica e finanziaria, regolatoria e di mercato, geopolitica e sociale il cui verificarsi potrebbe determinare un effetto negativo sia sui flussi reddituali quanto sulla protezione degli asset aziendali. Proprio per mitigare questa tipologia di rischio Enel si è dotata di un modello di calcolo del rischio paese (del tipo shadow rating) capace di monitorare puntualmente il livello di rischio nei paesi del proprio perimetro.

Dal punto di vista macroeconomico, il 2013 è stato segnato da un graduale processo di stabilizzazione dei mercati internazionali, caratterizzato da un’attenuazione delle politiche fiscali restrittive in Europa e da politiche monetarie espansive negli Stati Uniti e in Giappone.

In Europa, le politiche di austerity continueranno prevedibilmente a determinare anche nel corso del 2014 effetti di rallentamento dell’economia, in particolare in Italia e Spagna.

Le politiche monetarie espansive osservate negli Stati Uniti, che hanno determinato la ripresa economica in atto, saranno probabilmente moderate nei prossimi mesi, in ragione della necessità di contemperare gli obiettivi di crescita e di sostenibilità del debito, mentre in Giappone ci si attende che tali politiche verranno protratte più a lungo.

In Medio Oriente e Nord Africa lo scenario politico presenta elementi di permanente conflittualità, principalmente interna, bilanciata da una certa distensione nelle relazioni nei confronti del mondo occidentale.

Nell’area dell’Asia emergente, le principali economie, Cina e India, continuano a risentire del rallentamento della domanda estera da parte delle economie sviluppate (rispetto ai massimi registrati precedentemente alla crisi), ancora non pienamente compensata dalla crescita della domanda interna.

Infine, è ragionevole attendersi che le economie dell’America Latina, nonostante il cambiamento espresso attraverso le ultime elezioni in Cile e Argentina, possano ancora contribuire in maniera consistente alla crescita dell’economia mondiale.

Rischi industriali e ambientali

Il malfunzionamento dei propri impianti ed eventi accidentali avversi che ne compromettano la temporanea funzionalità possono rappresentare ulteriori rischi legati al business del Gruppo.

I rischi di natura industriale e ambientale sono quindi presidiati per tutte le filiere di business (Generazione, Distribuzione, Mercato e Upstream Gas) e in tutte le fasi del processo (Business Development, Engineering Procurement and Construction, Operation and Maintenance, Decommissioning). Il Gruppo sta progressivamente estendendo i modelli di risk management industriale in tutte le Divisioni/Country per poter, attraverso l’utilizzo di metodologie statistiche, valutare i rischi in termini probabilistici e monetari in modo da caratterizzare ogni singolo impianto/rete/progetto con fattori di rischio specifici. Inoltre, nuovi modelli sono stati sviluppati per la misurazione dei rischi catastrofali di origine naturale, quali terremoti, uragani, allagamenti, frane e grandi eventi climatici, con l’obiettivo di individuare le aree più critiche e predisporre gli strumenti più adeguati per la salvaguardia del valore industriale degli impianti.

L’attenzione verso le tematiche ambientali ha condotto inoltre allo sviluppo di una modellistica che consente al Gruppo Enel di misurare in termini probabilistici l’esposizione di ciascun impianto verso tutti i possibili comparti ambientali quali aria, acqua, suolo e sottosuolo.

Per mitigare tali rischi, il Gruppo fa ricorso alle migliori strategie di prevenzione e protezione, incluse tecniche di manutenzione preventiva e predittiva, survey tecnologici mirati alla rilevazione e al controllo dei rischi, nonché alle best practice internazionali.

Il rischio residuo viene gestito con il ricorso a specifici contratti di assicurazione, rivolti sia alla protezione dei beni aziendali sia alla tutela dell’Azienda nei confronti di terzi danneggiati da eventi accidentali, incluso l’inquinamento, che possono aver luogo nel corso dei processi legati alla generazione e distribuzione dell’energia elettrica e del gas.

Come parte della propria strategia di mantenere e sviluppare una leadership di costo nei mercati di presenza nelle attività di generazione, il Gruppo è impegnato in molteplici progetti di sviluppo, miglioramento e riconversione dei propri impianti. Tali progetti sono esposti ai rischi tipici dell’attività costruttiva, che il Gruppo tende a mitigare attraverso la richiesta di specifiche garanzie ai propri fornitori e, dove possibile, attraverso apposite garanzie assicurative in grado di coprire i rischi di costruzione in ogni sua fase.

Per quanto riguarda la distribuzione, l’evoluzione del sistema elettrico da una rete passiva a una attiva dovuta alla forte penetrazione della generazione distribuita rende necessario un nuovo approccio alla gestione dei rischi tramite l’analisi delle perdite di rete e la gestione dei sistemi di distribuzione attiva per garantire la stabilità e la sicurezza del sistema elettrico, integrandosi con la gestione dei rischi ordinari, anche volti all’ottimizzazione della qualità del servizio, e dei rischi straordinari dovuti soprattutto a eventi esogeni di grande portata.

Per quanto concerne la generazione nucleare, Enel è attiva in Slovacchia attraverso Slovenské elektrárne e in Spagna attraverso Endesa. Nell’ambito delle sue attività nucleari, il Gruppo è esposto anche a rischi industriali e potrebbe dover fronteggiare costi aggiuntivi anche a causa di incidenti, violazioni della sicurezza, atti di terrorismo, calamità naturali, malfunzionamenti di attrezzature, stoccaggio, movimentazione, trasporto, trattamento delle sostanze e dei materiali nucleari. Nei Paesi in cui Enel ha attività nucleari, specifiche disposizioni di legge, basate su convenzioni internazionali, richiedono che l’operatore si doti di una copertura assicurativa per la responsabilità civile legata ai rischi derivanti dall’uso e trasporto di combustibile nucleare, con massimali e condizioni di garanzia stabiliti per legge. Altre misure di mitigazione sono state messe in atto secondo le best practice internazionali.